Che bello… a colori sembra veramente un cavaliere d’altri tempi, peccato che a Via Acireale, quartiere S.Giovanni, i bambini diretti a scuola, i vecchietti diretti al mercato e tutti i malaugurati passanti NON LO HANNO MAI VISTO !!!!
A malapena vedono i colleghi del succitato armati di ramazza e carrello che, vista la abnorme quantita di defecazione canina ( certe “cacate” che fanno spavento ), dopo esserci cascati una volta non si fanno più fregare.
Venire per credere….io ci abito da dieci anni ma la merda che ho visto negli ultimi sei mesi è sconcertante, devo far fare i salti mortali alla mia bambina per evitare di portare il ricordino a scuola.
Grazie IX Municipio.
“….Le kamoto sono (o sarebbero) delle speciali moto-aspiranti in dotazione all’AMA, idonee al transito sui marciapiedi e dotate di un meccanismo che permette di aspirare le deiezioni canine e di lavare il marciapiede tramite un getto d’acqua contenuta in un piccolo serbatoio. A detta dell’AMA la rimozione delle deiezioni canine viene effettuata quotidianamente con le Kamoto che, entrate in servizio durante il Giubileo del 2000 in via sperimentale in numero di 5 ed avendo riscosso un buon successo, sono poi diventate nel 2001 una flotta di ben 50 unità, dislocate su tutti i Municipi di Roma nella media di due Kamoto per Municipio….”
Viste le foto probabilmente qualcuna gira davvero per roma….anche se devo ammettere che nonostante i miei otto anni nella capitale pensavo fossero dei tapiri relegati al mito. Lo dica prof, ha fatto un fotomontaggio per venderlo a tutte le testate giornalistiche e far concorrenza a Nessie…
Fino a che non lo vedrò con i miei occhi aspirare feci e carte continuerò a portarmi paletta e bustina nelle mie passeggiate canine.
Archiwatch è un Blog creato da Giorgio Muratore per pubblicare scritti, pensieri e articoli sull’architettura di oggi.
Scrivi a giorgio.muratore@archiwatch.it
Ma basteranno? A mio parere ci vorrebbe un kaccamion…
pasquale cerullo
29 gennaio 2008 alle 09:34
Dice: … che mestiere fai? … allora dice: … aspiro le cacche al volo… senza nemmanco scende… allora dice… dice: sempre mejo che l’architetto!
Vittorio Corvi
29 gennaio 2008 alle 15:51
Che bello… a colori sembra veramente un cavaliere d’altri tempi, peccato che a Via Acireale, quartiere S.Giovanni, i bambini diretti a scuola, i vecchietti diretti al mercato e tutti i malaugurati passanti NON LO HANNO MAI VISTO !!!!
A malapena vedono i colleghi del succitato armati di ramazza e carrello che, vista la abnorme quantita di defecazione canina ( certe “cacate” che fanno spavento ), dopo esserci cascati una volta non si fanno più fregare.
Venire per credere….io ci abito da dieci anni ma la merda che ho visto negli ultimi sei mesi è sconcertante, devo far fare i salti mortali alla mia bambina per evitare di portare il ricordino a scuola.
Grazie IX Municipio.
Alberto Casciaro
29 gennaio 2008 alle 18:29
Sono felice di non evadere!
Emmanuele Pilia
29 gennaio 2008 alle 20:06
“….Le kamoto sono (o sarebbero) delle speciali moto-aspiranti in dotazione all’AMA, idonee al transito sui marciapiedi e dotate di un meccanismo che permette di aspirare le deiezioni canine e di lavare il marciapiede tramite un getto d’acqua contenuta in un piccolo serbatoio. A detta dell’AMA la rimozione delle deiezioni canine viene effettuata quotidianamente con le Kamoto che, entrate in servizio durante il Giubileo del 2000 in via sperimentale in numero di 5 ed avendo riscosso un buon successo, sono poi diventate nel 2001 una flotta di ben 50 unità, dislocate su tutti i Municipi di Roma nella media di due Kamoto per Municipio….”
Viste le foto probabilmente qualcuna gira davvero per roma….anche se devo ammettere che nonostante i miei otto anni nella capitale pensavo fossero dei tapiri relegati al mito. Lo dica prof, ha fatto un fotomontaggio per venderlo a tutte le testate giornalistiche e far concorrenza a Nessie…
Fino a che non lo vedrò con i miei occhi aspirare feci e carte continuerò a portarmi paletta e bustina nelle mie passeggiate canine.
Luigi Tidu
29 gennaio 2008 alle 21:08
muratore,
le vorrebbe proporre per il letame dell’università?
bella idea
paolo
29 gennaio 2008 alle 22:01