Archiwatch

Il Blog di Giorgio Muratore

Archivio per gennaio 2009

Pincio … come prima … peggio di prima? …

Carlo Ripa di Meana ci invia il testo di un suo recente intervento sullo stato delle alberature del Pincio dal quale, preoccupati e perplessi, associandoci, stralciamo: …
 “… Un disastro. Come prima del 10 settembre 2008. Solo le fontane, che allora quasi tutte non buttavano acqua, ora hanno l’acqua. Anche l’Orologio ad acqua inventato nel 1867 dal padre domenicano Giovan Battista Embriaco, che aveva sospeso il suo ritmo per i lavori del Supergarage, ha ripreso. Seppure avanti di tre ore sull’ora esatta. Per tutto il resto, nada de nada. Peggio, per il tempo trascorso inutilmente da quel giorno di settembre, quando il sindaco Gianni Davide Alemanno, all’inizio del suo mandato, ha detto no allo sventramento del Pincio per ricavarne il Supergarage deciso dal suo predecessore Veltroni.
Nelle due prime rampe da Piazza del Popolo è rimasto un solo albero. Scomparsi gli olmi, meno uno, in salita appunto. Scomparsi tutti i lecci verso Santa Maria del Popolo, in discesa. Non c’è più la statua di Dioniso sdraiato nella prima fontana addossata al muro dell’Hotel de Russie. La balaustra della seconda “prospettiva del Pincio” è sfondata da molti anni ed è ancora chiusa da un telaio di tavole, tra la prima e la seconda delle statue, i Prigioni con il cappello frigio, che decorano la balaustra. Scomparso sulla grande curva che si affaccia sui propilei del Canina il guerriero greco con spada e fodero. Rovesciato il cubo di marmo su basamento di travertino, cippo stradale dell’ultima curva. Scomparsi i cancelli dal lato Canova, statua dell’Estate, e dal lato statua della Primavera e Santa Maria del Popolo. Egualmente scomparsi i cancelli di fronte a Villa Medici sulla curva di San Sebastianello. Le opere murarie che segnano i tornanti sono zuppe di umidità e senza intonaco. I sentieri slabbrati, le Rocailles  incomplete, il Roseto ai piedi della Casina Valadier distrutto, alcune panchine in travertino divelte, vari busti decapitati, tra questi Plinio il Vecchio. La torre dell’acqua circondata da una serie di gonfiabili sgargianti, dedicati al Bob per le discese e ai Saltarin per il trampolino, e completati dal cavallo di cartapesta, Fulmine, pronto a dare, dimenandosi, emozioni da rodeo.
Poco più in là ecco la maestosa gibbosità di plastica per contenere centinaia di coperti in più (perché tornino i conti della gestione attuale della Casina Valadier) nel gazebo per grandi rinfreschi e matrimoni, il tutto sovrapposto, lato sud, senza imbarazzo al disegno neoclassico della Casina Valadier, già seviziata da infissi anodizzati. Le statue di benvenuto della città, il duo SPQR alla porta di Villa Medici, con i poveri torsi smembrati sui due basamenti di travertino. Il busto di Garibaldi, beato lui il Nizzardo, l’unica edicola curata del Pincio, avvolto in uno chador di ciclamini. E, soprattutto, dopo 139 giorni dalla decisione di bloccare il cantiere e salvare il Pincio, il bandone verde, altezza muro di Berlino, del cantiere ATAC – Cerasi, è ancora lì come allora, con le quattro palme alte e staccate sulle loro piccole zolle, e tutto il resto come un anno fa, quando fu aperto. Tutto fermo da mesi, ancora tutto lì, tutto tale e quale al gennaio 2008. Anche il bric a brac degli extra comunitari. Tutto immobile e già un po’ corroso. …”

C.R.D.M.

Scritto da Giorgio Muratore

30 gennaio 2009 alle 20:48

Pubblicato in Architettura

Architettura … riforme … modeste proposte …

Francesco Dal Co, sul prossimo numero di Casabella, si rivolge al ministro Gelmini con una “lettera aperta” sul tema dell’ultima riforma universitaria …
le posizioni espresse sullo stato comatoso del sistema universitario e, in particolare, delle facoltà di Architettura sono largamente condivisibili, … ma in evidente controtendenza con la più diffusa situazione attuale … dominata da un irresponsabile stato di incoscienza collettiva alimentata, sia dai singoli appetiti che dalle più diverse gelosie corporative e disciplinari, …
stralciamo dalla lettera alcuni brevi passi sui quali ci troviamo pienamente d’accordo con Francesco: …

“ … in Italia sono in funzione 25 Facoltà di Architettura e più di 200 Corsi di Laurea, le cui denominazioni rendono ancor più eloquenti, se possibile, queste cifre. Dati simili dimostrano che tutte le “riforme” adottate per l’Università italiana negli ultimi decenni ne hanno aggravato la bulimia corporativa, ulteriormente stimolata da un fattore esogeno quale l’esplosione degli appetiti localistici, a loro volta favoriti dall’acquiescenza dimostrata dalle Pubbliche Amministrazioni nei confronti delle aspirazioni, quasi sempre scarsamente motivate, delle più diverse comunità ad ospitare sedi universitarie.

Ciò ha prodotto la dispersione delle risorse, lo scadimento della qualità del personale docente, la crescita del precariato e ha drasticamente ridotto la propensione alla mobilità della parte più giovane della popolazione italiana. Questa situazione si regge su un presupposto che nessuna “riforma” è riuscita ad affrontare (e ora se ne ha ancora una conferma), ovvero sul fatto che in Italia, a differenza di quanto accade in molti Paesi, alla Laurea è riconosciuto un valore legale, peraltro “indiretto”, considerato il presupposto per accedere alle professioni o ai concorsi pubblici. Poiché i titoli rilasciati dalle diverse Università hanno tutti il medesimo valore, ne deriva che la Laurea è ormai una indifferenziata “erogazione” che non certifica il buon esito di un percorso formativo e non garantisce una efficace selezione …

… sarebbe opportuno abolire le procedure concorsuali sin qui seguite e quelle da Lei volute per il reclutamento degli insegnanti, senza prestare molta attenzione anche alle indicazioni recentemente formulate dal CUN che sembrerebbero suggerire l’opportunità di adottare parametri meramente quantitativi per la valutazione della produttività scientifica e pertanto dell’autorevolezza accademica dei futuri docenti. In sostituzione di queste procedure si potrebbe ripristinare l’istituto della Libera Docenza …

A tutto ciò si dovrebbero accompagnare provvedimenti volti a ridurre il numero delle sedi universitarie e a stimolarne la specializzazione …

Infine, andrebbe radicalmente modificato l’assetto dei curricula formativi …”
F. D. C.

P.S.
Per quanto riguarda gli sprechi a La Sapienza di Roma …
si potrebbe, intanto, cominciare eliminando i doppioni …
e, magari, “riunificando” le due facoltà di Architettura …

ma … quante “poltrone” … si perderebbero? …

Scritto da Giorgio Muratore

30 gennaio 2009 alle 19:15

Pubblicato in Architettura

AION17 sulla “materia” … Fagioli … Frampton … Nietzsche …

Emanuele Arteniesi, che alle zazzerie preferisce le buone letture, … rintracciato l’ultimo numero di “Aion” e folgorato dalla “materia” trattata ci invia questa gradita riflessione: …

“caro professore stamattina ho preso il numero di Aion che ci consigliava. E  ammetto che sfogliando la rivista ma soprattutto leggendo l’editoriale del direttore Massimo Fagioli, che non conoscevo come anche la testata che dirige, dovevo a stento frenare l’entusiasmo… soffro di entusiasmo, rischio spesso l’entusiasmo, un pericolo che tanti filosofi ci consigliano di evitare…
L’entusiasmo è per il riconoscimento del lavoro di Frampton, ma soprattutto perchè di nuovo torno a leggere di luogo, tipo, costruzione, nel significato cosmogonico di Semper. Materia. Le conclusioni dell’editoriale sono leggermente deludenti. I dubbi di Fagioli che il “ritorno” al pre-tecnologico possa arrestare il progresso civile trascurano proprio tutta una filosofia che da Nietzsche a Deleuze, passando per il gran fratellino di Balthus Klossowski, ci hanno parlato di ritorni… che non sono certo regressi. Buffamente Fagioli trascura proprio il titolo della testata che dirige, che da lì nasceva la mia intenzione di leggere la rivista dopo la segnalazione. L’Aion. Fagioli si preoccupa di non fermare il progresso parlando come fosse il direttore di Cronos, invece che di Aion…che è un tempo per niente lineare in cui passato, presente e futuro si ricompongono, o meglio, visto che è un concetto greco, dove l’alfa e  l’omega si ritrovano… E proprio ieri avevo un’altra dura lotta con l’entusiasmo, questa volta leggendo lo splendido testo su Brasini che ho trovato su Archiwatch. Brasini e l’anacronismo… proprio ai tempi di Brasini, e delle avanguardie storiche, acerbamente, molti artisti faceva propri concetti come Aion e l’eterno ritorno di Nietzsche. Basti pensare ai fratelli De Chirico. Troppo vicini, i loro tempi, a Nietzsche. Lui l’aveva detto, era postumo, ma tanto…
E oggi finalmente riscopriamo la materia, la corporeità del nostro ciclico bisogno di cosmogonia e ritroviamo Semper.
E allora caro Fagioli basta anche con parole come ecologia che qui suonano come suonerebbe a mia nonna la parola pomodori biologici, che nel suo orto in Umbria ne faceva di squisiti senza saperlo.
C’è una pagina bellissima tra le molte eccezionali della Gaia Scienza, che spesso ho voglia di segnalare, quando sul nostro amato Archiwatch vedo esprimere schifo per nuvole e diamanti…la categoria dello zazzà:

” Nuova cautela. Non pensiamo più di tanto a punire, biasimare e migliorare! Raramente trasformeremo un individuo; e se ci dovesse riuscire, forse ci accadrebbe, a nostra insaputa, anche qualcos’altro: noi verremmo trasformati da lui! Stiamo piuttosto attenti a che la nostra influenza su tutto quanto sta per avvenire bilanci e superi la sua! Non gettiamoci direttamente nella lotta! – anche ogni biasimare, punire e voler migliorare significherebbe questo. Piuttosto eleviamoci ancor più in alto! Diamo al nostro modello colori sempre più luminosi! Oscuriamo l’altro con la nostra luce! No! A causa sua non vogliamo divenir più cupi, come tutti coloro che puniscono e come tutti gli insoddisfatti! Traiamoci piuttosto da parte! Volgiamo altrove lo sguardo!”.

Continuiamo da vigili muratorini ma senza inbruttirci!”
E.A.

P.S.
Naturalmente, colgo l’occasione per ringraziare “Aion”, il suo direttore e la redazione per l’ospitalità al mio breve testo su Paolo Maretto, segnalando, a quanti non la conoscessero ancora, questa testata, a suo modo, “straordinaria”, piuttosto appartata e fuori dal coro … che merita attenzione e che dedica da qualche anno le sue complesse e trasversali riflessioni monografiche ai temi più attuali e coinvolgenti …

tra storia … critica … e progetto …

solo un dubbio: …

chissà come verrà catalogata dalla Gelmini ? …

Scritto da Giorgio Muratore

28 gennaio 2009 alle 18:00

Pubblicato in Architettura

Cronaca nera …

NERA

Scritto da Giorgio Muratore

28 gennaio 2009 alle 13:58

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Bolle e mattoni …

bolla

Scritto da Giorgio Muratore

28 gennaio 2009 alle 13:58

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Verde pubblico e parcheggi …

VERDEPUBBLICO

Scritto da Giorgio Muratore

28 gennaio 2009 alle 13:57

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Voci dal sottosuolo …

voci

Scritto da Giorgio Muratore

28 gennaio 2009 alle 13:56

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Ingresso popolare …

ingressopopolare

Scritto da Giorgio Muratore

28 gennaio 2009 alle 13:55

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Architettura … protetta …

PROTEZIONE

Scritto da Giorgio Muratore

28 gennaio 2009 alle 13:55

Pubblicato in Architettura

Altri tradimenti …

tradimento

Scritto da Giorgio Muratore

28 gennaio 2009 alle 13:54

Pubblicato in Architettura

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