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Il Blog di Giorgio Muratore

Scarti d’arte … il Cristo velato …

cristovelato

Riceviamo da Isabella Guarini in relazione ad una delle ultime performace partenopee: …

“Caro prof. Muratore, le invio una mia composizione, uno di quei “lampi associativi” regalati dalla memoria di fronte alla pauperitas degli eventi artistici contemporanei.

La cronaca
Nel PAN, Museo delle Arti Napoli, Palazzo Roccella, si sta svolgendo una mostra di giovani artisti che presentano opere ispirate alla cronaca del giorno prima. Lupus in fabula: il Papa interviene in Africa sui preservativi e l’Aids ed ecco a Napoli concretizzarsi il pensiero nel Crocifisso avvolto nel preservativo, proiettato su una parete del Museo civico, “Sacred love” di Sebastiano Deva. Apriti cielo! Il Sindaco di Napoli, irrompe sulla scena e ordina la rimozione dell’opera blasfema. La direttrice del PAN, Iulia Draganovic, si dimette accusando la città di Napoli di non avere rispetto per l’arte. Sic!

I commenti
Come al solito la città si divide a difesa della libertà artistica. Parole, parole. Ma la sostanza è che l’opera è davvero scomparsa sotto i colpi severi della nostra Rosetta, Sindaco.
Non entro nel merito della questione specifica sulla funzione dei Musei Civici che pure mi appassiona, perché sono distratta dalla memoria del Cristo velato di Giuseppe Sammartino, 1753, Cappella Sansevero in Napoli. Quando, da matricola, vidi per la prima volta la scultura nella penombra della misteriosa Cappella del Principe alchimista, fui presa dalla paura perché per raggiungere tanta perfezione nella rappresentazione del Cristo velato attraverso il marmo, ci doveva essere stato per forza qualcosa di misterioso. Infatti, sono tante le leggende noir su il Principe di Sansevero che per costruire la Cappella, tutta in marmo , dilapidò il patrimonio di famiglia. Sono ritornata più volte a osservare il Cristo velato convincendomi sempre di più che è un’opera di rara fattura e irraggiungibile bellezza. E ora che tracollo: il Cristo crocifisso è velato sì, ma da un condom di plastica. Scarti d’arte dell’era globale!”

I.G.

Scritto da Giorgio Muratore

30 marzo 2009 a 20:08

Pubblicato in Architettura

6 Risposte

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  1. Concordo pienamente. Il Cristo Velato è un’opera d’arte che un italiano, almeno una volta nella vita, deve vedere. Anche altri artisti si erano impegnati nella tecnica che permetteva di realizzare l’effetto velato nei corpi scultorei, con ottimi risultati, non era una novità, la Pudicizia del Corradini nella stessa Cappella. Ma il soggetto del Sanmartino crea emozione, in più lui metteva tutta la capacità che aveva nel plasmare i particolari più minuti, essendo uno dei più abili modellatori presepiali.
    Sono quei limiti che si raggiungono, e che oggi si guarda inebetiti; come una volta i Romani guardavano inebetiti la statuaria greca e ancor oggi rimaniamo rapiti dalla perfezione dei bronzi di Riace, di 2400 anni fa. Capacità che oggi abbiamo perso perché la nostra arte contemporanea è fast food, e dura il tempo della notizia.

    pasquale cerullo

    31 marzo 2009 alle 00:04

  2. “… la nostra arte contemporanea è fast food, e dura il tempo della notizia.” Anzi, più precisamente, nel caso del simpatico Cristo al preservativo del Pan di Napoli, il tempo di una sveltina in macchina. Tariffe popolari. Sconto per comitive, militari in divisa e studenti con libretto universitario. Andate e moltiplicatevi nell’arte contemporanea. Le vie del Signore sono finite.

    eduardo alamaro

    31 marzo 2009 alle 16:57

  3. scusate l’ignoranza: chi è isabella Guarini ?

    margherita

    4 aprile 2009 alle 05:38

  4. mi sembra che sia successa la stessa cosa a Trento con una rana crocifissa al posto di Cristo, no?

    margherita

    4 aprile 2009 alle 05:42

  5. @ margherita
    Gentile Margherita, si rassicuri non appartengo alla famiglia dell’ex Rettore omonimo. Sono un semplice architetto che vive a Napoli. È possibile visitare il sito:
    http://ec2.it//isabellaguariniarchitetto

    isabella guarini

    4 aprile 2009 alle 17:29

  6. grazie architetto, seguirò le sue battaglie

    margherita

    14 aprile 2009 alle 07:50


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