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Il Blog di Giorgio Muratore

LuCe …

LuCe

Scritto da Giorgio Muratore

30 aprile 2009 a 00:34

Pubblicato in Architettura

11 Risposte

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  1. memorie ipostile di luxor…..

    paolo di caterina

    30 aprile 2009 alle 05:56

  2. Mi impressionano di più i raggi di sole che attraversano la penombra di una basilica per scandire l’inesorabile scorrere del tempo sulla meridiana disegnata sul pavimento. Questo é un giochetto luminoso pulviscolare fine a se stesso che qualsiasi tapparella é capace di compiere nella penombra di una camera da letto in un meriggio estivo.

    sergio 1943

    30 aprile 2009 alle 09:28

  3. Riconosco nella foto il fendente luminoso di cima e il laser cubico che dall’alto tagliano l’oscurità della Chiesa del Convento domenicano di Santa Maria della Tourette di Le Corbusier, racchiusa in un parallelepipedo di cemento. È una immagine-icona della luce rappresentazione dello Spirito. La Chiesa cubica di Foligno rientra in questo assioma, antico e moderno, con variazioni incisive che collegano il sacrificio di Cristo ad altri sacrifici, in particolare all’olocausto ebraico, per il fatto che gli squarci irregolari sulle pareti del cubo di cemento richiamano quelle drammatiche nelle lamiere metalliche del Museo ebraico di Berlino, di Daniel Libeskind. Il punti deboli della Chiesa cubica di Foligno, a parer mio, sono il rapporto con il contesto storico-paesaggistico e la rappresentazione dei valori universali del sacro. Del rapporto con il contesto umbro ho già detto nei precedenti post, ma qui intendo mettere in evidenza il fatto che l’architettura di una chiesa non può essere considerata come un evento eccezionale, un museo, ma deve avere in sé la valenza , se non la preoccupazione, per essere riprodotta e imitata in altri luoghi.

    isabella guarini

    30 aprile 2009 alle 10:33

  4. …ma è un cubo o una chiesa?

    Carlo

    30 aprile 2009 alle 11:48

  5. Forgorato su a via der Topino.

    Biz

    30 aprile 2009 alle 12:00

  6. Oddio no!!!!! Isabella Guarini, anche riprodurla vorresti!!!!!
    Quello che tu auspichi, io temo. E non verrà riprodotta come Chiesa, perché il prossimo progettista vorrà lasciare anch’egli il suo segno, non sia mai il riferimento ad un “tipo”.
    Verrà riprodotta e/o imitata in mille altri progetti, piccoli e grandi, di residenze e non so che altro.
    Forse discoteche: quale posto migliore per la cubista che avere il suo cubo dentro al cubo dentro al cubo?
    Un cubo al cubo!!!!
    Saluti
    Pietro

    Pietro Pagliardini

    30 aprile 2009 alle 14:07

  7. Ve rode, eh?

    pi

    30 aprile 2009 alle 16:26

  8. Naturalmente non sono io che vorrei riprodurre la Chiesa al cubo, ma avverrà automaticamente per emulazione come sempre è avvenuto nella storia dell’ arte e cone , del resto, già avviene nelle scuole d’architettura.

    isabella guarini

    30 aprile 2009 alle 18:36

  9. Concordo, sorprendentemente, con Sergio 1943 !
    A tutti coloro che si volessero cimentare in giochi di luce, “effetti speciali” et similia, bisognerebbe garantire un soggiorno, (..brevissimo anche 30 secondi bastano…) all’interno di S.Andrea al Quirinale: tanto per rendersi conto di cosa s’è già fatto, finora, in temini di utilizzo della luce.
    La CEI, invece, ha fatto, senza volerlo immagino, decisamente Harakiri realizzando il cubo del Topino
    Dietro l’effetto “botola sul soffito di cemento armato”, dietro al minuscolo spiraglio sembra esserci piuttosto un’idea terroristica e di spavento. Non è spaventando i fedeli che riguadagnerà il terreno perduto. Non è precipitandoli nell’abisso che li salverà.
    Questa è pura gnosi, data per spacciata 2000 anni fa, che ritorna in punta di piedi a ricordarci che niente è passato per sempre e che ciò che è stato continuerà ad esserci di nuovo.
    Figuriamoci l’architettura…

    memmo54

    1 maggio 2009 alle 09:45

  10. Isabella, l’imitazione è un principio essenziale in architettura e, in genere, è la migliore garanzia di un buon risultato.
    Ma quello che conta è la qualità dell’oggetto da imitare. Se si sbaglia l’originale da cui attingere…il resto viene di conseguenza.
    Saluti
    Pietro

    Pietro Pagliardini

    3 maggio 2009 alle 19:06

  11. A memoria cito Pablo Picasso: “…I mediocri imitano, i geni copiano…”
    Per cui mi lascia alquanto perplesso l’asserire che ..” l’imitazione sia un principio “essenziale” (?) in architettura.
    Non è che Pagliarini si riferisca all’edilizia?

    Quanto ai “…valori universali del sacro”… cui fa cenno Isabella Guarini, credo siano difficilmente rintracciabili in questo “Kubbo”.
    Sarà che ho nostalgia dello “Spirito” del Romanico, del Gotico, del Moderno ecc., ecc., ma qui siamo nell’eclettismo contemporaneo fine a se stesso, ormai espressione del …nulla: grazie alle scelte dei preti.

    Altrettanti saluti
    Antonio

    Antonio C.

    30 maggio 2009 alle 10:50


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