Archiwatch

Il Blog di Giorgio Muratore

Archivio per giugno 2009

Memorie nordiche …

Moretti Ostberg 2

Moretti Ostberg 3

Moretti Ostberg piante versione portico

Moretti Ostberg piante

Dudok Minnucci

Balilla municipio Stoccolma

Moretti Ragnar Ostberg
Riceviamo da Emanuele Arteniesi …

“E se Moretti nel 1933, se è vero che guardava i progetti di Asplund ed Aalto,…
si fosse ricordato anche del municipio di Stoccolma di Ragnar Ostberg finito nel 1923?” …

Perché no? … grazie per il suggerimento …

Scritto da Giorgio Muratore

30 giugno 2009 alle 13:24

Pubblicato in Architettura

Crollo cinese …

crollocinesedeu

crollocineseuno

Carissimo professore Muratore,
non è per essere ripetitivi…
ma è un made in China!
Edifici di nuova costruzione cadono come i nostri plastici negli esami
di progettazione, pieni di colla ancora troppo fresca!
L’unica differenza è che
in questi casi qualcuno ci rimette la pelle!!
Nel caso in questione un solo
morto, un operaio che lavorava al cantiere adiacente, poichè edifici ancora in
fase di costruzione.”

Marketto

Scritto da Giorgio Muratore

30 giugno 2009 alle 10:26

Pubblicato in Architettura

Grande programma … per il centro storico napoletano …

napoli manifesto

Eduardo Alamaro, a proposito delle recenti iniziative avviate per il centro storico di Napoli ci scrive:

“Ho letto quanto scrive Manuela Marchesi sul centro storico di Roma. Se Roma non ride, la Napoli in Belfiore-centro antico potrebbe almeno sorridere, pare. E’ stato varato infatti nei giorni scorsi il “Grande programma centro storico di Napoli”. Cioè: “la Cittadella degli Studi, Arti e Culture” di Neapolis, posta sotto la tutela dell’Unesco che unisce.
Lo slogan della Cittadella, dovuta all’azione di Regione, Comune, Mibac, Arcidiocesi, è il seguente: “La modernità entra nella città storica”.
Vi allego all’uopo, animato da spirito di servizio, il manifesto che reclamizza i forum per le “manifestazione di interesse” e gli incontri con le Municipalità interessate al progetto. Potete anche leggere in rete altre notizie in merito e demerito sul sito istituzionale: www.comune.napoli.it; oppure in: www.centrostorico.na.it. Se passate da Napoli fate una capatina, muratorini miei. Non si sa mai. Si dovrebbero aprire a breve un belfiore di cantieri. E mancano ancora i progetti, pare. Fatevi sotto: Napoli provvida vi attende, forse!!!
Tutte pie illusioni, “wishful thinking”, ha scritto ieri un Giulio Pane particolarmente tranchant su “La Repubblica /Napoli”.
Per lui la “Cittadella degli studi, arti e cultura” nel centro antico di Napoli non va oltre un simpatico slogan. Una trovata pubblicitaria priva di effettivo radicamento e applicazioni di previsioni economiche “cantierabili”. Una enunciazione speranzosa e illusoria priva di dimostrazione effettiva perché orfana di “nuove modalità organizzative, di partecipazione, di counseling”.
Quest´ultima è una parolina magica internazionale che, com´è noto, indica un’attività professionale “tesa a orientare, sostenere e sviluppare le potenzialità del cliente promuovendone atteggiamenti attivi, propositivi e stimolando le capacità di scelta”.
E chi è l´auspicato “cliente attivo e propositivo” del nuovo centro antico di Napoli? Chi è il cliente tipo, concreto e partecipante a questa tombola progettuale della Cittadella studiosa e fattiva? Qui il punto, qui il punto debole del Grande Programma. Cliente “orientabile” cercasi. (Bussole e bussolotti d’orientamento a carico del Comune di Napoli, nda).
Ma non bisognerà aspettare molto tempo per sciogliere il dubbio. Sfogliando nel frattempo il belfiore antico: m’ama o non m’ama l’imprenditore? Una prima risposta si avrà infatti a giorni. Con i programmati forum tematici tesi a captare (e successivamente elaborare) concrete e sperabili “manifestazioni di interesse”. Con gli imprenditori, fondazioni bancarie, associazioni di categoria, ordini professionali, giorno 1; con l´Università, Scuola, Accademie, Istituti di ricerca, giorno 2; con le Associazioni sul territorio e società civile (giorno 6, ore 10.00, auditorium di Donnaregina, unico dei tre “aperto” e libero a tutti, ndr).
Se questi forum della cittadella delle produzioni saranno un flop, se non si concretizzeranno percorribili “manifestazioni di interesse” da parte della “grande borghesia illuminata”, vorrà dire che Giulio Pane o porta male o aveva visto giusto.
Cioè che quelle della “Napoli più Belfiore”, erano solo “pie illusioni”. Suggestioni pie di vecchi studiosi e amministratori lontani dal corpo pulsante delle produzioni edilizie possibili e integrate oggi con Napoli-centro antico.
Significherà che bisognerà rifare i conti, in molti sensi. Che bisognerà raddrizzare il tiro nel centro antico, fermo restando la bontà dell´idea di fondo (e forse di sfondo) della cittadella degli studi e produzioni.
Ma significherà che per realizzarla, quale effettiva occasione di sviluppo della civica, bisognerà ampliare la base di partecipazione della “clientela”. Cioè dei cittadini di Neapolis. E non solo di questi. Forse con un inedito azionariato popolare di progetto nel corpo della città antica. Anzi, meglio: con la Napoli in corpo di progetto contemporaneo. Per far entrare capillarmente e normalmente la modernità nella città storica.
E metterla così in sicurezza dai pii illusionisti. O dai pessimisti di professione. ‘A Madonna c’accumpagna!
Saluti”

E.A.

Scritto da Giorgio Muratore

30 giugno 2009 alle 09:46

Pubblicato in Architettura

Delirious Salerno … città martire dell’architettura contemporanea …

GRANDE ARCHITETTURA ...

Dal sito istituzionale della città di Salerno, “Ippocratica Civitas”, come recita il cartiglio sullo stemma cittadino al quale andrà presto aggiunto “Città martire dell’architettura contemporanea”, leggiamo annichiliti alla data di oggi:

Il Sindaco V. De Luca ed il Soprintendente G. Zampino hanno presentato il progetto, la location ed il comitato tecnico-scientifico

“Ospitare il nascente Archivio dell’Architettura Contemporanea a Salerno in una delle due torri di Piazza della Libertà disegnata da Ricardo Bofill”. E’ questa la fantastica location che il Sindaco di Salerno Vincenzo De Luca immagina per il nuovo spazio museale che stanno realizzando l’Amministrazione Comunale e la Soprintendenza BAPPSEdi Salerno.

De Luca pensa questo Archivio come luogo ed occasione di confronto permanente sull’architettura contemporanea a partire dalla straordinaria esperienza urbanistica realizzata a Salerno con il lavoro delle più grandi firme dell’architettura contemporanea Oriol Bohigas, Zaha Hadid, David Chipperfield, Ricardo Bofill.

Il Sindaco considera, altresì, l’Archivio “un grande attrattore turistico e culturale che programmi eventi multimediali durante tutto l’anno ed offra anche la possibilità di trascorrere il proprio tempo libero in un caffè dell’arte su una delle terrazze. Una visione europea e moderna degli spazi museali che uniscono alla qualità dei lavori esposti anche una fruizione gradevolissima”.

Per promuovere il progetto, arricchire il dibattito sull’architettura contemporeanea e raccogliere i primi materiali da esporre il Comune di Salerno e la Soprintendenza hanno deciso di organizzare un ciclo d’incontri sul tema “Architettura, Economia e Territorio” con le relazioni dei grandi protagonisti della trasformazione urbana di Salerno.
Hanno già dato la loro adesione: Santiago Calatrava – che inaugurerà il ciclo d’incontri- Ricardo Bofill, David Chipperfield, Zaha Hadid, Oriol Bohigas, Massimo Pica Ciamarra, Jean Nouvel, Nicola Pagliara, Dominique Perrault, Raul Ruisanchez, Tobia Scarpa, Maria Aubock.

Domani martedì 30 giugno alle ore 18.00 Teatro Municipale Giuseppe Verdi di Salerno la Lectio Magistralis di S. Calatrava inaugura il ciclo d’incontri su “Architettura, Economia e Territorio” …

La prestigiosa location del Teatro Municipale Giuseppe Verdi di Salerno per l’incontro è stata esplicitamente richiesta da Calatrava che – nel corso di una sua recente visita – è rimasto particolarmente colpito ed ispirato dalla bellezza artistica del Massimo Cittadino …

Ingresso libero e gratuito” …

… … …
e te lo credo … ce mancava puro che dovressimo pagà …

salerno

Scritto da Giorgio Muratore

29 giugno 2009 alle 18:40

Pubblicato in Architettura

Come distruggere una città …

A proposito dell’accanimento col quale l’amministrazione capitolina persegue, da anni, la sistematica svalorizzazione del centro storico romano …
riceviamo da Manuela Marchesi: …
“Ieri pomeriggio un incontro col Presidente del I° Municipio-Centro Storico per discutere del piano di riqualificazione del Tridente.
La signora Scialla, architetto dell’ufficio tecnico del Comune, ha illustrato in burocrato-architetturalese in cosa consisterebbe il piano, prendendo a esempio quanto fatto (su suo progetto) a piazza Borghese. Rifacimento della pavimentazione stradale abolendo i marciapiedi e definendo la zona pedonale con differente dimensione del materiale. Parcheggi per i residui residenti pensati per esempio al Galoppatoio, (mentre nelle nostre strade sosta ogni tipo di veicolo “foresto”), e così via elencando, ché poi per il nervoso e per la non simpatia della Signora mi ricordo solo un senso di burocrazia saccente. E io che ai miei vicini di sedia dicevo: “…ma non tutti gli architetti sono così inutilmente criptici, a volte sono anche chiari e pure spiritosi, oltre che architetti!”.
Ciò che è emerso dall’incontro è un fare del Comune scisso dalle realtà territoriali che, nel caso del Tridente sono sì complesse, ma concrete. C’è come l’intento di cacciare gli abitanti, specie quelli di lunga data che ne costituiscono il cuore pulsante. E tutto a favore del restyling, della riqualificazione, della marchetta anche malfatta, con maestranze spesso mal seguite o mal istruite. Basta vedere come è stato pavimentato il sagrato di San Carlo al Corso: lastre che si sconnettono, pendenze riprese perché sbagliate…Oppure il criterio dei nuovi marciapiedi di Piazza di Spagna, piste di pattinaggio appena cadono due gocce d’acqua… Incultura a tutto campo, e disinteresse totale per la funzionalità vera delle opere eseguite che, non ultimo, sono pagate da tutti i cittadini romani. E poi interventi di immagine e di “famo vedé che se lavora”, spendendo una barca di soldi per cose inutili e non per la sana,continua, umile manutenzione che, oltretutto darebbe lavoro continuativo e esperienza nel tempo a parecchia manodopera.
Se questo accade nel “salotto di Roma” (Signora mia!), posso vagamente immaginare come vengano trattate le zone meno in vista e le periferie….”

M.M.

Scritto da Giorgio Muratore

26 giugno 2009 alle 18:17

Pubblicato in Architettura

La solita zuppa …

ARA_PACIS_MARZETTI06.09

Sergio Marzetti che, come noi, ama volare … il più basso possibile …

e, anche lui, continua a rimestare la solita zuppa dell’Ara …

ci scrive: …

“Caro Professore,
in questi giorni il suo blog vola alto, come é giusto leggendo i nomi dei suoi bloggers. Io invece non posso che volare a una quota più terra terra e continuare a rimestare, come una vecchia fattucchiera, una oramai stantia brodaglia, in questo stimolato dal gradevole intervento dell’ottima Isabella. L’Ara Pacis (e che diavolo! ancora lei!) é per noi romani oramai un indigesto “mammadrone” (A proposito! L’altro mammadrone, il Pincio, che fine ha fatto?) che ognuno sogna di risolvere secondo coscienza e conoscenza. L’altro giorno, data la mia incapacità a realizzare un rendering, ho preso una biro e il retro di una fattura e, anche se la mano non é più quella di una volta, mai stata eccezionale d’altronde, ho schizzato quello che avrei voluto realizzare se avessi avuto le facoltà della suddetta vecchia fattucchiera, alla quale faccio in ogni caso la dovuta riverenza essendo oggi, 24 Giugno, Festa di San Giovanni, il giorno dedicato a lei e alle sue sdentate sorelle.
Come, forse, si può intuire dal quasi evanescente disegno, il Mausoleo diventa esso stesso, demolita la prima teca del Morpurgo e spostata al Parco Labicano la teca del Meier, il contenitore del manifesto politico di Ottaviano. Dopo aver ripristinato il solaio dell’Augusteo, dopo aver lasciato nella giusta penombra catacombale il sottostante ambulacro con le tombe dei Giuli-Claudi, dopo aver trasportato (siamo o non siamo stati capaci di spostare su una soprastante collina i due templi di Abu Simbel? Siamo o non siamo stati capaci di rispostare ad Axum, a migliaia di chilometri di distanza da Roma,. l’obelisco etiope?) l’Ara nella sua più naturale collocazione, dopo aver ricoperta con una nuova, leggera e moderna cupola ( si hanno presenti, tanto per dire, la copertura di Botta al Mart di Rovereto oppure la copertura della Great Court della British Library ?) la nuova rotonda sala museale, che cosa fare ancora per ridare un senso all’ambiente urbano distrutto prima dai muraglioni del lungotevere e poi dalle smanie demolitorie del Ventennio, per ridare la perduta ariosità allo spazio racchiuso tra la Dogana, il Mausoleo, le due Chiese e il porto di Alessandro Specchi? Facile! Tolte le teche e liberato tutto lo spazio tra Via di Ripetta e i platani affacciati sul fiume, si forma una vasta terrazza sottopassata in galleria dal traffico veicolare. A questo punto é necessario risolvere il salto di quota tra il nuovo plateatico e il rettifilo sottostante. Anche questa soluzione é lì, a portata di mano! Si ricostruisce in faccia al Mausoleo il Porto di Ripetta, recuperando e integrando quel pò o tanto di originale travertino flavio ancora presente in loco, la fontana con la Lanterna e le due colonne.
Primo, si restituisce alla città un pezzo notevolissimo della sua storia, dialogante, con le sue rampe, con le poco distanti rampe di Trinità dei Monti; secondo, se l’Arte é soprattutto creare emozioni, chi vorrà potrà volgersi al tramonto del sole dietro il Gianicolo, altri, più romantici, potranno, seduti sulle recuperate rampe del porto, sedere e rimirare al crepuscolo quell’Isola dei Morti alla Arnold Boecklin che mi é sempre sembrato quel rudere con i suoi cipressi. Il resto della piazza rimane così, come la Storia, quella benevola con le due Chiese appaiate e l’abside di San Carlo, e quella tragica con i Palazzi Littori, ci ha tramandato. Forse sarebbe stato un intervento più moderno, più romano e, chissà!, anche più economico.
Caro Professore, questa, che poteva essere una blanda chiacchierata al bar davanti a due tazzine di caffè, é diventata una occupazione manu militari del suo spazio e della eventuale attenzione dei suoi lettori. Di questo Le chiedo scusa e La saluto cordialmente.”

S. M.

Caro Marzetti,
la sua proposta, per quanto riguarda il mausoleo mi sembra piuttosto congruente con quella di Adalberto Libera e, per quanto riguarda l’esterno, con quelle di Paolo Marconi e dellla sua Scuola …
tutte ipotesi “ragionevoli” … riprese a suo tempo, ma travolte dagli arroganti vagiti della “nuova” economia, della “nuova” politica, della “nuova” repubblica …

per quanto riguarda il Pincio … è passato un anno … altro non saprei, …

ma altri fronti si aprono, … per esempio, … lo scempio … al Policlinico …

Scritto da Giorgio Muratore

24 giugno 2009 alle 17:04

Pubblicato in Architettura

Ex G8 … mancano solo i pallini e … gli arbusti locali … sui tetti …

ecologicissimo

Arbusti “locali” sui tetti … e miliardi nel cesso …

Un tragico, ma anche piuttosto, involontariamente, comico, spaccato dello stato dell’architettura italiana nel servizio pubblicato questa mattina sul Corriere a proposito della bufala G8-Maddalena …

Ritratto sulla parete di vetro, il nostro pianeta si distende aperto da un polo all`altro.
Immagine simbolica di una Terra unita da una sorte comune.

«Mancano i pallini che avrebbero dovuto indicare i luoghi dove si sono svolti i vari G8. Ultimo: La Maddalena» spiega Stefano Boeri, architetto milanese da sempre innamorato dell`isola, incaricato dall`ex presidente della Regione Soru e dal capo della Protezione Civile Bertolaso di reinventare l`area dismessa dalla Marina militare dove si sarebbe dovuto tenere il vertice internazionale.

Poi, a soli due mesi dal via, il colpo di scena: G8 all`Aquila.

«Nessun sentore – dichiara Boeri -. Berlusconi e Bertolaso erano venuti a visitare il cantiere solo qualche settimana prima e tutto sembrava filare liscio. Poi lo choc. Per noi, per le i.6oo persone che qui hanno lavorato 24 ore su 24 da un anno a questa parte.
L`unica cosa che abbiamo potuto sventare sono quei pallini ormai anacronistici come l`evento che avrebbe dovuto far da vetrina all`intera struttura» …

Quattro edifici, due nuovi, due recuperati, che scandiscono 15o mila metri quadrati affacciati su uno dei panorami più mozzafiato del Mediterraneo, tra Caprera e Santo Stefano …

acque di cristallo, rocce rosate, macchia mediterranea.

Sfondo ideale per un futuro paradiso dei velisti: due darsene con 70o posti barca, fondali profondi, cantiere navale, yacht club, albergo, centro espositivo.

Spazi finora off limits, aperti in anteprima per il Corriere.

La prima sorpresa è la vastità del luogo e l`armonia dei fabbricati, nessuno alto più di dieci metri, tutti costruiti secondo criteri ecologici e un`eleganza ascetica, scevra da qualsiasi esibizione di lusso …

«Mancano solo gli arredi prosegue Boeri -. E il verde.

Tutti i tetti dovrebbero essere coperti di arbusti locali»

«Dopo la trasferta del G8 ci sono stati tolti i 5o milioni necessari a completare il progetto», precisa l`architetto. Così i milioni stanziati dalla Regione sono scesi a 327 …

Terminati i lavori a fine maggio, l`intera struttura giace ora abbandonata …

Al momento terra di nessuno resta un altro hotel ricavato dall`ex ospedale della Marina dall`architetto Casamonti.

La prima asta per assegnarlo è andata deserta …”

… … …

dopo il bosco vetricale … la macchia virtuale …

Scritto da Giorgio Muratore

22 giugno 2009 alle 17:39

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Architettura … natura …

architetturanaturauno

architetturanaturadue

Saluti da Ostia …

Emanuele Arteniesi

Scritto da Giorgio Muratore

22 giugno 2009 alle 16:46

Pubblicato in Architettura

Anche Krier … non ama le critiche …

Cristiano Cossu … sulle reazioni, poco principesche, di Krier a Novoli …

“… ma non erano Krier e compagni a volere il giudizio della gente???

http://europaconcorsi.com/stories/100355-Firenze-Scontro-su-Novoli-Krier-Il-mio-progetto-distrutto
arrivederci”

cristiano

Scritto da Giorgio Muratore

22 giugno 2009 alle 16:09

Pubblicato in Architettura

Architettura …

martinellarch

Scritto da Giorgio Muratore

22 giugno 2009 alle 14:22

Pubblicato in Architettura

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