Archiwatch

Il Blog di Giorgio Muratore

Archivio per luglio 2009

Dollari … Euro … mattoni … e … cupole …

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storia di “cupole” … all’ombra “della” cupola … 

un libro … impressionante …

utile, anche, agli architetti, …

ma, soprattutto, sorge spontanea una domanda: … perché, … ora? …

speriamo bene … e che non sia soltanto un avvertimento …

Scritto da Giorgio Muratore

22 luglio 2009 alle 18:38

Pubblicato in Architettura

Un architetto … segretario … Nicolini candidato …

Notizia del giorno: …

Dopo Grillo … Nicolini …

dalla politica per lo spettacolo …

allo spettacolo della politica …

e viceversa …

cfr: … http://renatonicolini.wordpress.com/

mi piacerebbe vedere la faccia di Walter …

e anche quella di Baffino …

Scritto da Giorgio Muratore

21 luglio 2009 alle 19:20

Pubblicato in Architettura

Piano-casa? …

Commentando “Brandelli d’Italia” …

Manuela Marchesi ci scrive …

sull’ultimo Carosello: …

“E’ stata oggi approvata la legge sul piano-casa che prevede 100.000 alloggi in 5 anni, destinati anche a edilizia economica di acquisto e affitto. Previsti finanziamenti pubblici e privati.

Ci siamo.
Di fronte a uno specchietto per allodole di questo tipo, le persone si sentono ascoltate e tutelate da questo” governo-Carosello-persuasore-manco tanto occulto”.
E intanto il patrimonio abitativo esistente, quello di enti pubblici e privati, (e ce ne è quanto basterebbe…), viene o abbandonato in attesa dell’Acquirente, o svuotato dei suoi abitanti per “ristrutturarlo” e offrirlo a un mercato completamente fuori da ogni grazia di alcun dio.

A Trastevere, in via della Penitenza, c’è uno stabile intero che sembra disabitato, ma forse ancora qualcuno resiste. E’ un complesso ai piedi del Gianicolo, tanti anni fa era popolatissimo. Ha degli affacci stupendi, è in uno stato pauroso, ha accanto un terreno chiuso e oggetto di varie controversie finite pure sui giurnali…
Di situazioni simili è piena Roma.
Di “riusi” anche.
Uno per tutti: il convento della chiesa di Santa Maria dei Sette Dolori (Borromini- via Garibaldi) è diventato un albergo a mille stelle, entrando si è accolti come si vede al telegiornale per i raduni PdL…
E un altro aggiungo: locali del collegio San Giuseppe di Piazza di Spagna sono diventati albergo ART, con ingresso su via Margutta, con interni futuribili, stanze raffinate e così via.
E’ vero, ognuno col suo ci fa ciò che vuole, ma i riusi ecclesiastici chissà se pagano l’ICI come si converrebbe?
E nel frattempo sabbia negli occhi col piano-casa.
Scusatemi.”

M.M.

Scritto da Giorgio Muratore

21 luglio 2009 alle 18:57

Pubblicato in Architettura

Brandelli d’Italia …

Era diverso tempo che ci andavamo chiedendo che fine avessero fatto le dissennate iniziative intitolate ai centocinquant’anni dell’unità nazionale … avviate qualche anno fa secondo un modello privo di qualsiasi credibilità scientifica, metodologica e culturale …
e avevamo, fin dall’inizio, avanzato qualche personale perplessità …
Oggi, finalmente, sulla prima pagina del “Corriere della sera” un editoriale di Ernesto Galli della Loggia (peraltro imbarcato recentemente e di rincalzo quale “garante” storico della storica iniziativa …) ci chiarisce, al di la di ogni ragionevole dubbio, lo stato disastroso dell’intera vicenda …
Scrive, tra l’altro, Galli Della Loggia sotto il titolo:
“I 150 anni dell’unità e il vuoto di idee, noi italiani senza memoria”: …

“Il modo in cui il Paese si appresta a celebrare nel 2011 il 150° anniversario della sua Unità indica alla perfezione quale sia l’immagine che la classe politica — tutta, di destra e di sinistra, senza eccezioni (nonché, temo, anche la maggioranza dell’opinione pubblica) — ha ormai dell’Italia in quanto Stato nazionale e della sua storia. Un’immagine a brandelli e di fatto inesistente: dal momento che ormai inesistente sembra essere qualsiasi idea dell’Italia stessa. Leggere per credere. Tutto inizia nel 2007, quando per l’appunto si deve decidere che cosa fare per le celebrazioni del 2011. In altri Paesi si penserebbe, per esempio, ad allestire una mostra memorabile, a mettere in piedi un grande museo della storia nazionale (siamo tra i pochi che non ne hanno uno), a costruire una grande biblioteca (Dio sa se ce ne sarebbe bisogno) o qualcos’altro di simile. Da noi invece no. Da noi il governo Prodi decide che il modo migliore di celebrare l’Unità d’Italia sia quello che lo Stato finanzi, insieme agli enti locali, undici opere pubbliche in altrettante città della Penisola. Opere pubbliche di ogni tipo, così come viene, senza alcun nesso con il tema dell’unità: da un nuovo Palazzo del Cinema e dei Congressi al Lido di Venezia, al completamento dell’aeroporto a Perugia, dalla realizzazione di un Parco costiero del Ponente ligure ad Imperia, a un Auditorium con relativa delocalizzazione del campo di calcio a Isernia, a un Parco della Musica e della Cultura a Firenze, e così via nel mare magnum dei bisogni effettivi o magari della megalomania dei mille luoghi del Bel Paese. …

Dopo pochi mesi, comunque, nel febbraio del 2008, al «programma infrastrutturale» iniziale degli undici progetti ora detti il governo Prodi aggiunge altri quattordici «interventi infrastrutturali di completamento». Di nuovo c’è di tutto: restauri di questo o quell’edificio (il teatro D’Annunzio a Pescara, Palazzo D’Accursio a Bologna, la Rocca della cittadella ad Ancona), ma anche numerose incursioni nel bizzarro spinto: per esempio la realizzazione di un Herbariun Mediterraneum, di cui pare che senta un vivissimo bisogno la città di Palermo, o la realizzazione di un Centro Culturale della Mitteleuropa per la maggiore soddisfazione degli abitanti di Udine. E’ inclusa perfino la costruzione della nuova sede dell’Istat a Roma.” …

….
Si ha la sensazione di assistere a qualche cosa di osceno, eppure, di già visto …
I Mondiali di calcio del ’90 … il giubileo del 2000 … G8 … terremoti … Aquile … Maddalene … Expo milanesi … Mondiali di Nuoto … Internazionali di Tennis …
Magari il tutto sotto l’ala di qualche altissimo e intoccabile “patrono” politico o di qualche supertecnico della Protezione Civile o del Consiglio Superiore LLPP …
magari sotto l’alta “sorveglianza” di qualche immarcescibile e apicale personaggio passato indenne, … chissà come e perché, … dalla prima … alla seconda … alla terza … repubblica …

Scritto da Giorgio Muratore

20 luglio 2009 alle 09:42

Pubblicato in Architettura

Visitate Salerno! …

Riceviamo da Crescenzo salernitano …

e volentieri vi giriamo …

questo commento “No Crescent“: …

“Beh, martire dell’architettura contemporanea mi sembra un po’ troppo: ce n’è così poca qui che, per principio, potrebbe andarci bene tutto. Salvo, naturalmente, i mezzi taralli elargiti con circolare gesto spagnolesco da vecchi sacerdoti di troppo lunga carriera, divenuti incredibili persino a se stessi. Aggiungerei che per un martirio perfetto occorrerebbe pure (spesso) essere vergini, e Salerno in materia cementizia tutto è tranne che vergine.
Ma come spesso accade in questi tempi di tardodemocrazia (non nel senso di decadente governo del popolo ma di governo dei tardi) il problema non è la selvatichezza di gusto del Sindaco decisore: il problema è il consenso datogli per insincera cazzimma (mirabile termine del lessico napoletano, intraducibile, temo: come chiamate voi dalle vostre parti quella particolare inclinazione o abilità a farsi sempre i cazzi propri navigando sott’acqua o lisciando con nonchalance chi può favorirci senza darlo troppo a vedere?) di chi gli nuota sotto la pancia come il pesce pilota allo squalo martello (con o senza falce) e non ha il coraggio di dirgli neppure quando è evidente che esagera: capo, e riposati un poco, qualche volta….
Visitate Salerno! E se non potete farlo venendo sul posto in cui per fare la piazza più grande d’Europa si massacrano pure gli alberi vecchi di un secolo, visitate il sito www.nocrescent.it per saperne di più.
Infine, Grazie per il grido di stimolo lanciato agli intellettuali di qui, fra i quali metterei pure certi comunicatori: sapeste come dormono di gusto nell’afa dell’estate! E se non dormono discettano sulle differenze d’impasto fra la pizza di Napoli e quella di Salerno, su quale sia il vino migliore da berci sopra, e se la mozzarella di bufala è nata prima ad Aversa o a Battipaglia! Naturalmente gli resta sempre Papi, la guerra nel mondo, le insidie culturali del Kebab, i ghiacci che si sciolgono, le cacche dei cani per strada e il buco nell’ozono.”

Scritto da Giorgio Muratore

19 luglio 2009 alle 09:41

Pubblicato in Architettura

Belfiorea partecipata …

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Da Isabella Guarini: …

Scritto da Giorgio Muratore

16 luglio 2009 alle 10:06

Pubblicato in Architettura

Dove vai in vacanza? …

Riceviamo da Eduardo Alamaro …

questa “cartolina” napoletana: …
belfiorea

Scritto da Giorgio Muratore

15 luglio 2009 alle 10:42

Pubblicato in Architettura

Urbino … dimenticando … il presente …

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Scritto da Giorgio Muratore

9 luglio 2009 alle 14:45

Pubblicato in Architettura

Capitale … “aglio e oglio” …

Manuela Marchesi, sconsolata e offesa dalle vicende umbro-marchigiane, così
commenta, pensando ai fasti capitolini: …

“Manca la cultura e manca pure la consapevolezza di avere in dote dei gioielli irripetibili trattandoli come chincaglierie carnevalesche.
Anche la qualità è un bene da tutelare, anche la fatica fatta per raggiungere un luogo di particolare bellezza ha il suo senso, anche il rispetto delle bellezze naturali e artistiche porta più soldi e meno mafie. Lo si vede a Roma dove c’è l’arrembaggio al turista, dove si moltiplicano i “fast-pizza-food”, dove salgono alle cronache mondiali i conti astronomici rifilati ai turisti giapponesi…
Questa secondo alcuni, molti, è la via breve per mandare avanti una certa economia; Roma è ormai un casino e lo è proprio nelle sue parti più significative, nelle sue più belle piazze adesso trasformate in un bailamme di tavolini e camerieri adescatori, e stendo un pietoso velo su quello che è il cibo offerto: avvicinandosi, l’odore dominante è dovunque un cattivo “aglio e oglio” che disgusta anche a chi gli piace.
Mi scuso per questa digressione romana, ma credo che i criteri informatori del sedicente sviluppo e “valorizzazione” siano sempre gli stessi, e duole che siano intaccate delle realtà ancora quasi integre e preziose.”

M.M.

Scritto da Giorgio Muratore

8 luglio 2009 alle 18:26

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Da Spoleto a Urbino … Beni Culturali … addio …

mutamutamuta

Sul “caso” Spoleto e, per naturale estensione, Urbino ed altro …
Riceviamo da Sergio Bonanni a commento delle osservazioni di D’Agostino: …

“La realizzazione del complesso intervento sulla viabilità spoletina porta le firme di molti tecnici, e non conosco nello specifico a chi sia spettata la progettazione della scala. Comunque caro Salvatore, con un po’ di pazienza, riceverà quanto ha mosso la sua curiosità, per buona pace della sua grammatica. Nel frattempo, garantisco io sulla bontà strutturale del manufatto, sia sul rispetto di tutte le normative tecniche che regolano la realizzazione di codeste opere, anche se la scienze delle costruzioni non sono mai state il mio forte.
Il problema, e neanche piccolo, è l’ingiustificata violenza al paesaggio, su cui, temo, non ci possa illuminare nessuna delle carte progettuali, e tanto meno il parere della commissione edilizia, visto pure che il maggiore dei cantieri di queste grandi opere, da essa approvato, è sotto sequestro giudiziario per violazione delle normative comunali sulle costruzioni nei centri storici, e si indaga per abuso d’ufficio nel rilascio dei permessi.
L’unica relazione tecnica che ci avrebbe potuto illuminare se, ahimè non creasse più nebbia, è l’unica sfuggita all’elenco del dott D’Agostino, quella della soprintendenza. Anzi quelle della soprintendenza, una prima negativa, respingente un progetto, che, con una seconda, positiva, avrebbe accettato dopo pochi mesi(…)

No non è fuori norma caro D’Agostino, ha perfettamente ragione, il linguaggio dell’ architettura è fondamentale, ma più che quando si parla, è imprescindibile quando si progetta. Qui si è intervenuti in un contesto delicatissimo, senza curarsi minimamente di dove ci si trova, senza aver studiato il contesto, senza un linguaggio che crei un minimo di dialogo invece di soffocare quello che è li da quasi un millennio. Altro che genius loci!
Profondamente amareggiato, per chiudere faccio mia la lettera di Lorenzo Balestri sullo sfregio inferto ad Urbino, accomunata a Spoleto dall’essere danneggiata da chi è stato preposto per proteggerla” …

S.B.

La latitanza delle Sovrintendenze …

La latitanza dei Comitati di settore …

La latitanza del Consiglio Superiore …

La latitanza del Ministero …

Un paese … di onnipresenti latitanti …

Scritto da Giorgio Muratore

8 luglio 2009 alle 09:57

Pubblicato in Architettura

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