Mario De Renzi sempre grande, grande anche nella distribuzione interna: due appartamenti a piano e gli ambienti modulati secondo le esigenze della categoria degli abitanti-tipo. Siamo alla Garbatella, Signori!
Si torna a casa dal lavoro, si va in gabinetto a lavarsi le mani e poi ci si siede in cucina, un’ampia e comoda cucina, aspettando (gli uomini…) l’ora della cena.
Questa è la sequenza che si legge in pianta, e indubbiamente rispecchia le abitudini e le necessità della fascia sociale di riferimento.
Poi succede che anche oggi noi contemporanei spesso amiamo la cucina come fulcro anche delle relazioni sociali non strettamente di famiglia, tornando all’idea “popolare” avuta da De Renzi…
Sembra il manifesto, un pò tardo, della Scuola giovannoniana: La continuità del grande Stile italiano. Architettura minore romana, un pò di Palladio, un paio di gite a Ostia e Pompei…
Tecnologicamente più che continuità con la tradizione sembra piuttosto perfetta aderenza. 1929. Corbu ridisegnava la costa del Rio della Plata con cinque torri alla marina di Buenos Aires… tecnologicamente hanno lasciato perdere
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Scrivi a giorgio.muratore@archiwatch.it
Ah quel balcone categorico! :-)
saluti
c
Cristiano Cossu
22 ottobre 2009 alle 20:10
Mario De Renzi sempre grande, grande anche nella distribuzione interna: due appartamenti a piano e gli ambienti modulati secondo le esigenze della categoria degli abitanti-tipo. Siamo alla Garbatella, Signori!
Si torna a casa dal lavoro, si va in gabinetto a lavarsi le mani e poi ci si siede in cucina, un’ampia e comoda cucina, aspettando (gli uomini…) l’ora della cena.
Questa è la sequenza che si legge in pianta, e indubbiamente rispecchia le abitudini e le necessità della fascia sociale di riferimento.
Poi succede che anche oggi noi contemporanei spesso amiamo la cucina come fulcro anche delle relazioni sociali non strettamente di famiglia, tornando all’idea “popolare” avuta da De Renzi…
Manuela Marchesi
29 ottobre 2009 alle 16:00
questo è un villino progettato da Mario De Renzi per l’Istituto Case Popolari!
Michele Granata
28 ottobre 2009 alle 20:48
Sembra il manifesto, un pò tardo, della Scuola giovannoniana: La continuità del grande Stile italiano. Architettura minore romana, un pò di Palladio, un paio di gite a Ostia e Pompei…
Tecnologicamente più che continuità con la tradizione sembra piuttosto perfetta aderenza. 1929. Corbu ridisegnava la costa del Rio della Plata con cinque torri alla marina di Buenos Aires… tecnologicamente hanno lasciato perdere
emanuele arteniesi
4 novembre 2009 alle 00:47