Archiwatch

Il Blog di Giorgio Muratore

Archivio per dicembre 2009

Scritto da Giorgio Muratore

31 dicembre 2009 alle 19:30

Pubblicato in Architettura

Sacripanti a Forlì …

Alfonso Giancotti ci segnala: …

Appello per la salvaguardia della

piazza parcheggio di Maurizio

Sacripanti a Forlì

A Forlì incombe il rischio reale che – con l’approvazione del piano urbanistico attuativo relativo alla piazza Guido da Montefeltro – sia demolita la piazza-parcheggio progettata dall’architetto Maurizio Sacripanti negli anni ottanta.

Si trattò allora di ideare un intervento impegnativo, di grande complessità, volto a ricostruire un grande vuoto urbano di migliaia di metri quadrati (conseguenza della demolizione avvenuta della fabbrica di feltri Bonavita) anche nel quadro del recupero a teatro ed a funzioni culturali dell’antico complesso del San Domenico.

Rispetto a quell’evento architettonico senza precedenti prese posizione Bruno Zevi “quando parcheggiare diventa uno spettacolo” che riconosce il valore della ricerca di Sacripanti in quanto “ha sempre scelto l’aggressività dell’avanguardia, rifiutando ogni spurio compromesso ambientistico. Detesta l’irresponsabilità del Post-modern…., ha un acuto senso della mutazione artistica, tecnologica e mentale”.

Alla luce di queste valutazioni è interessante “rivisitare” la piazza-parcheggio, percepirla nella sua complessità strutturale, funzionale e senso artistico, sentirne l’effetto visivo e scenico nel percorrere la vasta piazza come sospesa lungo il piano orizzontale dall’andamento curvo ,che con i suoi margini accompagna in un dialogo la visione suggestiva, durante le ore e luci del giorno,dei diversi fronti-contesti urbani.

La piazza si affaccia e si relaziona, attraverso varchi-percorsi, con un parcheggio “vero”, che non scompare dominato dalle auto ma le avvolge entro blocchi e cornici di cemento configurando così una identità inedita di un nuovo codice linguistico di rilettura dello spazio-tempo come tempo nello spazio che caratterizza rapporti di fruizione non statici ma dinamici.

Il significato di questa opera architettonica volta ad essere esperienza vissuta di arte dello spazio, evento della modernità e contemporaneità, come può essere ridotto – snaturato ad intervento mostruoso di cementificazione come se fosse espressione di una prassi politica legata ad interessi immobiliari speculativi?

Una città, nella sua dimensione fisica, nei mutamenti segnati dai diversi paesaggi umani, dai conflitti e cambi di potere avvenuti nel tempo, è l’espressione delle trasformazioni storiche che caratterizzano luoghi e spazi del vivere, che formano gli stessi percorsi della percezione cognitiva ed affettiva dei suoi abitanti rispetto alla loro dimensione abitativa; in tale contesto si anima la stessa ricerca critica del senso dei luoghi.

Occorre promuovere (non cancellare) – organizzando un processo creativo, teorico e progettuale, valutato in un passaggio complesso dei linguaggi dell’architettura contemporanea – l’opera di Sacripanti a risorsa culturale innovativa ed inedita della modernità da valorizzare, anche con un’adeguata manutenzione per evitarne il degrado, in funzione dello stesso Museo del San Domenico, affrontando il tema della mobilità sostenibile e della riqualificazione – interagendo nel campo allargato delle pratiche artistiche – delle zone di contatto e di transizione rispetto ai diversi contesti urbani.

Forlì, 23 Dicembre 2009

L’appello si può sottoscrivere sul sito dell’ordine … di Roma …

Scritto da Giorgio Muratore

31 dicembre 2009 alle 19:14

Pubblicato in Architettura

Nuvole e Comete … modelli a confronto …

Riceviamo da Paolo Ercolani: …

“Carissimo,
nel formularti gli Auguri per un 2010 “strepitoso”, desidero chiudere l’anno con due domande su cui riflettere.

Come noto, presso Fieramilanocity stanno procedendo a pieno ritmo i lavori per la realizzazione del nuovo Milano Convention Centre, che vanterà una copertura luminosa di 15mila mq e già nel 2011 diverrà il più grande polo congressuale d’Europa

Tramite il link che segue è possibile vedere il modellino dell’opera:
http://www.urbanfile.it/index.asp?ID=3&SID=194

I numeri di tale polo congressuale sono i seguenti: una sala plenaria da 6.000 posti, 61 sale modulabili da 50 a 2.000 posti, un auditorium da 1.500 posti e 5 saloni espositivi, per una capacità complessiva di 16.000 posti congressuali che saranno dotati dei più moderni impianti tecnologici.

Il progetto da 40 milioni di euro, firmato dagli architetti Mario Bellini e Pierluigi Nicolin e totalmente autofinanziato da Fondazione Fiera Milano, prevede l’ampliamento e la riconversione a destinazione congressuale di parte della superficie espositiva di Fiera Milano in città e la sua integrazione con l’attuale adiacente MIC, inserito armonicamente nel contesto urbano dell’area e del raggio verde che collegherà piazza Duomo all’area Expo.

Per il presidente della Fondazione Luigi Roth sarà “Un’infrastruttura, pronta ben prima del 2015, che saprà rendere la nostra città – già oggi capitale del commercio, dell’industria e dell’economia fieristica – e quindi l’Italia, polo di attrazione anche per il settore del turismo congressuale e degli incentive”.

La prima domanda che mi pongo è pertanto la seguente:
“Come farà la Nuvola di Fuksas a competere con il nuovo Milano Convention Centre?”.

Mi sembra infatti che, almeno per il momento, la Nuvola superi il Convention Centre solo nei costi. Per il resto ho l’impressione che si trovi “abbondantemente dietro”, soprattutto per quanto riguarda la logistica.
l Milanesi, intelligentemente, hanno pensato di realizzare il Convention Centre all’interno del quartiere fieristico. A Roma, invece, la Nuvola rischia di rimanere una ”cattedrale nel deserto”, totalmente avulsa dalla Fiera di Roma.

Il tempo passa, ma dall’Amministrazione non vedo alcuna azione concreta che dia seguito alle declaratorie sulla necessità di un collegamento diretto, veloce ed efficiente tra l’area congressuale, quella espositiva e lo scalo aeroportuale.

A questo punto mi sorge spontanea una seconda domanda:
“Forse la mia preoccupazione è eccessiva?”.

Ciao e ancora Tanti Auguri!”
Paolo

Scritto da Giorgio Muratore

30 dicembre 2009 alle 20:08

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Scritto da Giorgio Muratore

30 dicembre 2009 alle 19:58

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Scritto da Giorgio Muratore

30 dicembre 2009 alle 19:57

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Scritto da Giorgio Muratore

30 dicembre 2009 alle 19:16

Pubblicato in Architettura

La Cometa … sul Portello … il cencio … sul bordello …

Ringraziamo Franco di Monaco per la segnalazione: …

“Buone Feste. La Natività è “riunita” attorno alla mangiatoia, “preferendola” al più “confortevole” alloggio dell’albergo…La Nascita è annnunciata dalla Luce Divina di una Cometa. A proposito di comete (m minuscola, s’intende), ecco la copertura che s’ispira alla “Cometa Argentea” del MIC Milano Convention Center dell’architetto Bellini. http://www.archiportale.com/progetti/mario-bellini/milano/mic-milano-convention-center_13207.html Dopo la Nuvola, ecco la cometa …attendiamo il Meteorite e poi gli anelli di Saturno…….sempre come copertura…”

FdM

Scritto da Giorgio Muratore

30 dicembre 2009 alle 13:20

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Scritto da Giorgio Muratore

30 dicembre 2009 alle 12:10

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Scritto da Giorgio Muratore

29 dicembre 2009 alle 18:07

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Scritto da Giorgio Muratore

28 dicembre 2009 alle 19:33

Pubblicato in Architettura

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