Archiwatch

Il Blog di Giorgio Muratore

Bunker Architecture …

Andrea Trincardi: …

“Egregio professore,

Le vicende del caso “protezione civile” mi hanno fatto scoprire il costruendo nuovo palazzo del cinema al Lido di Venezia.
Pare si tratti non di “un’architettura simbolica ed espressiva, ma la risposta precisa alle richieste funzionali del bando di concorso. Negando l’edificio-oggetto si rigenera la condizione primitiva del rapporto tra luogo e mare, mediato dalla linea dell’orizzonte. Scala, materiali e dettagli prevalgono sul linguaggio.” ao?
Ancora per chi non lo capisse dai rendering notturni “La sala è il perno di una composizione urbana che integra piazza e mare , giardino e natura, Casinò e nuovo Palazzo del Cinema. Affossata nel terreno (difatti è 10 m. sotto il livello del mare ndr) così da non entrare in conflitto con la scala del minuto tessuto urbano del Lido, la grande sala è vetrata sul lato del giardino. La struttura longitudinale è lunga circa novanta metri, ben visibile, rivestita di un sistema composito di resina e materiali naturali color terra, e rende l’architettura metafisica, senza scala ed enigmatica, come il luogo preciso in cui si trova.
E’ la vetrata della grande sala a rappresentarne la transizione con il mondo esterno e con il giardino in particolare. La vetrata è anche momento di riflessione sul tema del vetro: tema di sintesi tra Venezia, l’architettura moderna e la pellicola cinematografica.”

Pare che i sub della protezione civile si stiano già allenando per salvare le Stars del Cinemà a rischio di affogamento dopo una sciroccata di settembre.

Per pura associazione visiva le allego alcune foto di bunker sulla spiaggia realizzate da Paul Virilio e pubblicate con il titolo Bunker Archeologie, Les Editions du Demi-Cercle, Parigi 1991

Facciamoci coraggio”

A.T.

Scritto da Giorgio Muratore

24 febbraio 2010 a 12:15

Pubblicato in Architettura

11 Risposte

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  1. Che bruttezza estrema… però ben renderizzata.
    ciao
    c

    Cristiano Cossu

    24 febbraio 2010 alle 13:53

  2. Il loggiato di Palazzo Ducale non è solo bello, è soprattutto un posto che parla di una grande cultura che tiene conto anche del piacere di vivere, oltre che dell’immagine da offrire al mondo. Qui le persone oltretutto, sono al riparo di sole e pioggia, passeggia(va)no per un ampio “salone” sospeso fra cielo, mare e terra. Dalle bifore si vede la linea dell’orizzonte, e si è proiettati oltre quell’orizzonte, oltre San Giorgio Maggiore, oltre…Un gioco di interno-esterno che palesa funzione e ambiente, potenziando il portato e dell’una e dell’altro in una delle architetture più belle.

    manuela Marchesi

    24 febbraio 2010 alle 20:59

  3. “Le belle arti sono cinque e cioè: la pittura, la scultura, la poesia, la musica e l’architettura, che ha come ramo principale la pasticceria”.
    Marie Antoine Careme (1784-1833)

    Cuoco e disegnatore per Talleyran, Giorgio IV d’Inghilterra e lo Zar Alessandro I.
    Chissà se avrebbe servito quegli aborti di budino…
    http://janeaustensworld.files.wordpress.com/2008/10/designs-by-careme.jpg

    emanuele arteniesi

    25 febbraio 2010 alle 23:12

  4. azz.. se è brutto!!!

    aldofree

    26 febbraio 2010 alle 17:14

  5. Quei bunker sulla spiaggia (spiagge di Normandia?) raccontano la tragedia della guerra, quest’altra cosa raccontano tutt’altra tragedia…e mi fermo qui perchè sono stanco, deluso, avvilito…e poi la boutade della vetrata come momento di riflessione sul tema del vetro (Semo a Venessia, ciò!), simile alla boutade di Meier sul muro ricoperto di lastre di travertino come riflessione sul tema della pietra (Stamo a Roma, c…o!)…Ma non bastava un bel lampadario di Murano? Stando nella città lagunare, non era miglior tema di riflessione quello sulla LINEA, inteso come LINEA GOTICA? …Che avete capito? Non voglio rimanere su temi guerreschi, passando dai bunker ai sistemi di difesa! Intendevo quella “linea” che informa di sè tanta parte dell’architettura di Venezia.
    P.S. (lezione di Zevi, in una tarda mattinata primaverile)
    ZEVI: Perchè possiamo dire che il Palazzo Ducale é un edificio gotico?
    AULA: Mah!…Boh?… Ma che dice?
    ZEVI: Ripeto la domanda…Perchè?
    AULA: (silenzio di tomba! anzi…si sente il ronzio di una mosca!)
    ZEVI: (allungando la bacchetta e, paradossale e lucido come sempre, facendola scorrere sullo spigolo del Palazzo) Ma perchè c’é questa esile colonnina, questa sottile linea bianca!
    Cambia la diapositiva e Zevi fa apparire il Palazzo Stoclet di Hoffmann con le sottilineature lineari degli spigoli…la lezione continua e noi abbiamo almeno capito il valore semantico della LINEA.
    Allora si discuteva di architettura mentre adesso dobbiamo riferirci a tutt’altro. Forse non aveva torto il cuoco citato allegramente da Emanuele Arteniesi il quale proponeva la pasticceria come ramo principale dell’architettura…adesso qual’é? La scultura? La natura stessa? Un ciotolo sulla spiaggia? Una nuvola ingabbiata? Un fiore di titanio?

    sergio43

    26 febbraio 2010 alle 23:47

    • con tutte le colpe che ha zevi, per essere stato il distruttore dell’architettura italiana,,,,,, embè che fascino che avevano le sue lezioni!, quella voce, quella cultura!

      paolo

      27 febbraio 2010 alle 23:44

  6. Una delle tante “pistole cariche” lasciate incustodite nel cassetto…
    Innescate a forza di fumosi discorsi di Zevi e Tafuri, caricate a Carte d’Atene, a Le Corbusier e Cesare Brandi, a “finestre a nastro” ed a “forma che segue la funzione”…tanto per citare gli “armieri” più recentemente citati.
    Perche stupirsi poi se spara ?
    Tutto quello che c’era da pensare è già stato abbondantemente ed esaurintemente pensato almeno da 20 secoli; a noi il compito, modesto ed umile ma non inutile, di ripensarlo.
    Che c’è di male nella modestia ?

    memmo54

    27 febbraio 2010 alle 23:02

  7. Nessun male … anzi è una virtù prudenziale, soprattutto per gli architetti che non vogliono commettere errori “colossali” e farli ricadere sui cittadini.

    Antonio C.

    28 febbraio 2010 alle 12:02

  8. 5+1, 5+2, 5+3, 5+4
    i soliti
    a Milano stanno facendo un palazzaccio rivestito in pannelli pseudo-dorati
    sono alla moda
    tutti li cerano, tutti li vogliono
    fanno sempre parte del gruppo Casamonti, sarà…

    Davide Donati

    28 febbraio 2010 alle 13:33

  9. Vabbè esse’ modesti ma che uno se annasconni dietro un bunker e che un altro vada canticchianno: “C’é una casetta, amor! Nascosta in mezzo ai fior…”

    sergio43

    28 febbraio 2010 alle 21:31

  10. Ma di cosa vi lamentate,
    quelli che sembrano fuochi d’artificio nel primo rendering sono in effetti razzi illuminanti per preparare l’attacco alla spiaggia del lido da parte dei rambo de’ noartri….
    Fam la guera non i palazzi….

    Alberto Casciaro

    1 marzo 2010 alle 12:17


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