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Scritto da Giorgio Muratore
30 agosto 2010 a 19:24
Pubblicato in Architettura
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Il Blog di Giorgio Muratore
Scritto da Giorgio Muratore
30 agosto 2010 a 19:24
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Blog su WordPress.com. Theme: The Journalist v1.9 by Lucian E. Marin.

Abitare come i pesci nella rete!
isabella guarini
31 agosto 2010 alle 11:19
Come i pesci nella rete sì, ma…fuori dall’acqua.
Ciao
Pietro
Pietro Pagliardini
31 agosto 2010 alle 12:12
Elogio dell’Io e le sue voglie (oggi mi sento un pò ratzingeriano :-)
ciao
c
ctonia
31 agosto 2010 alle 14:27
Mentre ero alla finestra della mia cucina osservando il paesaggio dal Vesuvio fino a Capri, per un attimo ho immaginato di stare dietro la rete che impietasamente avvolge l’edificio in immagine. Sarebbe terribile! Così ho apprezzato la mia casa d’epoca con le finestre fatte a finestra, la veranda a veranda, il balcone a balcone, la casa fatta a casa!
È una bella sensazione!
isabella guarini
31 agosto 2010 alle 19:23
L’edificio in immagine è una biblioteca – dovrebbe saperlo – quindi per forza di cose sprovvisto di cucine con vista Vesuvio/Capri/Anacapri/Tirreno/ecc.ecc.
Outsider
1 settembre 2010 alle 00:12
Che c’entra! Peggio per una biblioteca, dove si ha l’impressione di essere costretti nella rete della lettura,che invece è un libero piacere.
isabella guarini
1 settembre 2010 alle 12:09
…e concordo totalmente…
Manuela Marchesi
3 settembre 2010 alle 19:17
Si sta meglio dentro il salone della Marucelliana a Firenze, Goldrake e Mazinga Zeta erano belli solo come cartoni animati :-)
ciao
c
ctonia
1 settembre 2010 alle 11:40
Questo blog da interessante palinsesto di opinioni sull’architettura si è trasformato in un covo di dietrologisti devoti a Krier. Ci fossero almeno delle critiche costruttive! O delle proposte di alternative a questi modelli imperanti! O meglio…le uniche alternative che vengono pubblicate da un pò di tempo a questa parte sono solo i progetti degli anni Trenta o quelli degli scagnozzi di Krier. Un pò triste, vi pare? La lezione che se ne ricava è un pò il “tradidi quod et accepi” di evangelica memoria!
Davide Donati
1 settembre 2010 alle 17:02
Davide, ti sbagli, commettendo lo stesso errore manicheo e binario dei salingarosiani. Tante volte si è parlato di buone architetture che non sono nè storiciste nè avanguardiste, sono architetture contemporanee: però spesso coloro che amano estremizzare vanno in cortocircuito perchè non sanno collocarle nelle due uniche loro caselle disponibili. C’è una terza via, e per fortuna una quarta, una quinta…
ciao
c
ps: per me Collas rimane un monnezzaro, purtroppo non riesco a farmelo piacere in nessun modo…
ctonia
1 settembre 2010 alle 17:38
Mi pare che di queste architetture qui non si parli…è appunto quello che ho scritto…ovvero le “alternative” di cui non vi è più traccia.
Davide Donati
1 settembre 2010 alle 18:48