Archivio per gennaio 2011
Una casa di Giancarlo De Carlo …
Parole sante …
Riceviamo da Eduardo Alamaro e volentieri vi giriamo: …
“Il 5 gennaio ho spedito a “La Repubblica” questa piccola notazione per la
rubrica lettere. Non l’hanno pubblicata. So strani questi de La Repubblica.
Ve l’allego, cari muratorini, datemi un parere, voi che vi interrogate
sull’attualità
della Ortese e del perché il mare non bagna Napoli. Nè l’Italia.
Così la prossima volta aggiusto il tiro. O levo mano con “La
Repubblica/Napoli”.
Saluti domenicali,
Eldorado
“Lettere sante spartenopee.
Leggo guadente dell’attualità di una profezia dimenticata di San Giuseppe
Moscati, sempre sia laudato et moscato. Insieme ad Aldo Loris Rossi che l’ha
ripescata.
Nel 1919 il Sant’uomo avvertiva: “Non il terremuoto, non lo steminator
Vesevo,
giammai il cataclisma, fuoco et fiamme aeterne distruggeranno mai Napule:
bastano ‘e Napulitane”.
Non è proprio una novità letteraria, tanti altri lo avevano preceduto nella
profezia; tante inchieste l’avevano confermato, ma tant’è.
Tuttavia la citazione, sono modesto culmat (cultore della materia), non è
completa. Prosegue infatti in maniera oscura così: “Stateve accuorte, cari
napulitane futuri, a ALR e tenete mente ‘e Ponti Rossi: so’ diabolik!”
Nonostante i miei annosi studi non ho mai capito che cosa profetizzasse il
nostro santo nel millenovecentodiciannove, vestito di pois e di
Chirieléisònne!
In fede, speranza e carità napolitana, porgo distinti saluti”
Eduardo Alamaro
Anni ’70: Strumenti Culturali Di Massa …
Ristrutturazioni Italian Style …
BRITANNIABILBAOEFFEKT …
Cartoline italiane …
EFFETTOBILBAO …
“Caro Professore
una volta tanto faccio un po’ di pubblicità diretta e non occulta al mio blog per segnalare la piacevole sorpresa che mi hanno fatto due commenti da parte di un blogger e di un sito di Bilbao ad un post che, commentando il libro di Giandomenico Amendola, Tra Dedalo ed Icaro, e riferendomi a quello che lui scrive, mostra la fine del così detto “effetto Bilbao”.
Un chiarimento sull’effetto Bilbao
L’effetto Bilbao è finito, ma si sono dimenticati di dircelo
Leggendo i commenti e andando a visitare il sito About Basque Country se ne ricava una realtà del tutto diversa da come ce l’ha raccontata la vulgata architettonica italiana, supportata dai media e strumentalizzata da sindaci e amministratori smaniosi di opere d’impatto, tanto spettacolari quanto inutili, scorciatoie adatte a nascondere il vuoto di idee e di iniziative per il rilancio delle proprie città.
Gli amici baschi si sono mostrati stupefatti di questa cosa e secondo me non hanno, giustamente, capito nemmeno bene come sia possibile che vi sia chi pensa che una sola opera possa imprimere una svolta alle sorti di una città, e affermano che “con o senza Museo” Bilbao sarebbe rinata ugualmente. Arrivano a dire che non hanno cercato la visibilità internazionale, proprio quella che invece i nostri strateghi indicano come la soluzione dei mali e a cui affidano le magnifiche sorti e progressive. Non sminuiscono l’importanza del Guggenheim ma lo inseriscono in un contesto di scelte importanti di risanamento ambientale e urbano e soprattutto di nuova industrializzazione nel campo farmaceutico, aerospaziale, tecnologico.
Soprattutto sono entusiasti della propria città, trasudano orgoglio e senso di appartenenza e hanno una visione ottimista della vita.
Quante balle abbiamo letto sull’effetto Bilbao? Quanta disinformazione è stata fatta? Quanti giovani e meno giovani architetti sono caduti nella trappola?
Chiudo con una notazione: sia nei due commenti che nell’articolo del sito non c’è mai, dico mai, il nome di un architetto, e sì che ne hanno utilizzati di famosi!
Per me è un segno di grande serietà e intelligenza non immaginare nemmeno lontanamente che vi sia l’architetto demiurgo cui affidare la rinascita di una città.
Meditate gente, meditate!
Cordiali saluti
Pietro Pagliardini
Blog De Architectura: www.de-architectura.com














