siamo all’assurdo. Mi chiedo se il prossimo passo non sarà la costruzione di un grattacielo accanto al Pantheon!
Si tratta di gente ignorante che non sapendo come confrontarsi con la storia teorizza la “rottura” con essa.
Mi auguro che questa vergogna possa ancora fermarsi … se davvero i politici che governano Roma la amano davvero!
…è talmente imbarazzante che anche a Roma si occhieggi in modo “modaiolo” ad insulsi futurismi che non faranno altro che gettare ancora più discredito sulla categoria. Che qualcuno voglia trasformare l’Urbe in Barcellona? O Berlino? Preferisco tenermi la capitale “arretrata” e “provinciale”, con tutta la sua “unicità” di problematiche!
Mi accodo al post di E. M. Mazzola…
si assiste all’ennesima opera schizofrenica, con evidenti crisi di identità: ci si crede, come sempre, Gheri, con il risultato di superare quello vero in fatto di banalità digitali e costruite.
Continuiamo a farci del male. L’ architettura invece di riqualificare le periferie degradate, continua ad assecondare la speculazione edilizia nel centro storico.
Allo sventurato edificio, forse, è stato esiziale chiamarsi ” Unione Militare”.
Non è stata sufficiente una vita banale e pacata, all’ombra di tanti edifici maggiori e più importanti sul Corso.
Una vita da soldato, carne da cannone, disprezzato, per principio, da tutti: ” mezze calzette” come diceva qualcuno.
S’è scatenata la parte piu dura e callosa dell’animo di questo “bravo architetto di successo” (…non sembra possibile definirlo altrimenti…) che rifugge sicuramente, ca va sans dire, ogni militarismo e/o forza organizzata.
Ostile alla propria ” nebulosa” ed ondivaga concezione dell’universo., ovviamente.
Ennesimo, becero, clichè cui allinearsi: forse anche peggio delle fantasie teratologiche che l’ assillano.
Saluto
Archiwatch è un Blog creato da Giorgio Muratore per pubblicare scritti, pensieri e articoli sull’architettura di oggi.
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siamo all’assurdo. Mi chiedo se il prossimo passo non sarà la costruzione di un grattacielo accanto al Pantheon!
Si tratta di gente ignorante che non sapendo come confrontarsi con la storia teorizza la “rottura” con essa.
Mi auguro che questa vergogna possa ancora fermarsi … se davvero i politici che governano Roma la amano davvero!
ettore maria mazzola
15 giugno 2011 alle 06:44
Trovarmi perfettamente d’accordo con Ettore è per me un momento emozionante :-)
ciao
c
ctonia
15 giugno 2011 alle 12:26
…è talmente imbarazzante che anche a Roma si occhieggi in modo “modaiolo” ad insulsi futurismi che non faranno altro che gettare ancora più discredito sulla categoria. Che qualcuno voglia trasformare l’Urbe in Barcellona? O Berlino? Preferisco tenermi la capitale “arretrata” e “provinciale”, con tutta la sua “unicità” di problematiche!
nov-ES
16 giugno 2011 alle 12:02
Inutile mascherare ll colore e l’olezzo dello sterco che e’ nei loro cervelli,con il colore dell’oro che si imbertano.
Roberto Pagani
15 giugno 2011 alle 15:26
Mi accodo al post di E. M. Mazzola…
si assiste all’ennesima opera schizofrenica, con evidenti crisi di identità: ci si crede, come sempre, Gheri, con il risultato di superare quello vero in fatto di banalità digitali e costruite.
“…ma chi me sente…
ma chi me sente…”
R. Gaetano
salvatore digennaro
16 giugno 2011 alle 11:52
Continuiamo a farci del male. L’ architettura invece di riqualificare le periferie degradate, continua ad assecondare la speculazione edilizia nel centro storico.
Carlo Galeazzi
18 giugno 2011 alle 18:11
Allo sventurato edificio, forse, è stato esiziale chiamarsi ” Unione Militare”.
Non è stata sufficiente una vita banale e pacata, all’ombra di tanti edifici maggiori e più importanti sul Corso.
Una vita da soldato, carne da cannone, disprezzato, per principio, da tutti: ” mezze calzette” come diceva qualcuno.
S’è scatenata la parte piu dura e callosa dell’animo di questo “bravo architetto di successo” (…non sembra possibile definirlo altrimenti…) che rifugge sicuramente, ca va sans dire, ogni militarismo e/o forza organizzata.
Ostile alla propria ” nebulosa” ed ondivaga concezione dell’universo., ovviamente.
Ennesimo, becero, clichè cui allinearsi: forse anche peggio delle fantasie teratologiche che l’ assillano.
Saluto
memmo54
18 giugno 2011 alle 23:03