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Il Blog di Giorgio Muratore

GLIADORATORIDELPAPAVERONEROSSO …

Scritto da Giorgio Muratore

29 giugno 2011 a 22:34

Pubblicato in Architettura

6 Risposte

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  1. pare, ma forse sono le solita malelingue, che per concepire i papaveri rossi sia necessario passare attraverso quelli bianchi!

    ettore maria mazzola

    30 giugno 2011 alle 07:05

  2. noto, da lontano e da ormai non più romano, che i papaveri sembrano attirare molte persone che sembrano, utilizzandolo, gradire questo nuovo spazio. Mi pare un buon risultato quando i bambini sìimpossessano di una piccola collina verde e riescono a giocare con l’acqua.

    vit boldroni

    30 giugno 2011 alle 18:04

  3. Ma certo. Un risultato favoloso di imposssesamento molto gradito, lo si nota da lontano che quello è un raduno spontaneo e fanciullesco, sospetto anche quotidiano. Praticamente ogni giorno intere scolaresche premono per andare a giocare con l’acqua nei giardinetti del Maxxi. Credo vi sia anche qualche cane trendy che sogna di far pipi sotto i papaveri.

    D’altronde se fossi Pio Baldi, con una media di 50 visitatori al giorno e una spesa annua di una settantina di milioni di euro, anche visto quello che è successo al direttore del Macro, mi preoccuperei di organizzare molte altre papaverate, per attirare folle felici e buoni risultati.

    Stefano Serafini

    2 luglio 2011 alle 12:20

  4. mi dispiace, ma forse essendo distante da roma non conosco tutta la storia del maxxi , dei costi, di Pio Baldi e altro che Serafini padroneggia così bene. Ho solo espresso un parere su di un progetto e un ‘iniziativa che ho seguito su Domus, Repubblica e questo blog e mi aveva colpito la partecipazione intorno questo prato… se non è così e tutte quelle persone, che mi sembra di vedere, vengono invece ogni giorno deportate lì per coprire un default economico, allora è un’altra questione.

    vit boldroni

    4 luglio 2011 alle 12:33

  5. Non se l’abbia a male Vit, è che le condizioni sofferenti per assenza di fondi dei monumenti e dei parchi di Roma gridano vendetta davanti a certi giochini effimeri, e c’è già il carico dei 150 milioni di euro costato l’aggeggio della Zahah Hadid (vedi qui: https://archiwatch.wordpress.com/2011/06/16/mocak-alla-faccia-de-zaza-de-pio-de-margherita-de-warter-e-de-pippo/). Poi lasciamo perdere periferie e sistema viario.

    Non mi risulta che nessuno sia stato deportato, ma far passare un happening mediatico organizzato, di 40 partecipanti, per un fenomeno sociale è, appunto, roba da Domus e da Repubblica (non da Archiwatch!).

    Stefano Serafini

    4 luglio 2011 alle 19:13


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