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Il Blog di Giorgio Muratore

TOR BELLA MONACA … CHE FINE HA FATTO? …

studenteannoiato commented on PECCATO …

gentile professore,non sapendo dove pubblicarlo, ho pensato di inserirlo nell’ultimo post.

http://www.youtube.com/watch?v=kzEShVnIFqg&feature=player_embedded

Scritto da Giorgio Muratore

19 febbraio 2012 a 12:39

Pubblicato in Architettura

5 Risposte

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  1. Che fine ha fatto, si domanda? Non lo so, ma lo posso immaginare: rulli di tamburi, squilli di chiarine, passa la banda e…tutto finisce. Amministrare è avere idee, sceglierle e realizzarle.
    Avere idee è già un’impresa, sceglierle è una chimera, realizzarle è troppa fatica. E poi per che cosa, per correre il rischio che tocchi ad un altro sindaco il taglio del nastro?
    Meglio lavorare per l’immediato, per l’effimero. Un video, un convegno, cronaca locale, comunicati stampa, quattro blog che si accapigliano.
    Meno male che i Comuni hanno pochi soldi, altrimenti ce li brucerebbero tutti in carta, TV e spettacolo. Con l’IMU, purtroppo, riprenderanno fiato. E noi lo perderemo
    Saluti
    Pietro

    Pietro Pagliardini

    19 febbraio 2012 alle 16:00

  2. La contingenza non è favorevole, le casse vuote , l’indebitamento minaccia scenari da brivido ma un’iniziativa simile prefigura orizzonti sostenibili e pensati .
    Si può anche eccepire qualche inevitabile atrocità linguistica, qualche misteriosa monotonia ( è passato del tempo : molto s’è dimenticato, molte cattiva abitudini han fatto breccia..) tuttavia è una delle poche iniziative di indubbia consistenza (… si contano sulle dita delle mani…) assimilabili ad una città ed osservabili a queste latitudini; da almeno ottant’anni. Le immagini, al di la delle “cineserie” dell’ambientamento, comunicano, malgrado ciò, continuità culturale e speranza.
    La torre è una torre e non un monolite o la metastasi verticale di cellule tipo, le residenze sono case con tanto di finestre, gli accessi sono segnalati, c’è un dentro ed un fuori , s’intuiscono tecniche, materiali e colori assimilabili alla geografia del luogo; le strade , anche se rappresentate vuote, s’impongono come momento di relazione; con linguaggio consolidato e comune si indicano oggetti che chiunque può riconoscere. Bastano queste poche semplici cose per farlo aprrezzare.
    Certo non è dirompente e rivoluzionaria, non apre scenari e prospettive nuove, non reinventa il mondo.
    Gli aficionados dell’emozione estetica, i critici sacerdoti del ricerca e dell’innovazione rimarranno perciò delusi ed anche sconcertati dall’assenza di qualche presupposto : non c’è dramma, non c’è tensione non s’intravede la titanica lotta che strazia l’io nello slancio creativo. Tranquilli: i drammi, grandi e piccoli, già abbondano nella vita: fornirne degli altri è un’ inutile perversione.
    Il mondo c’è già; pazientemente e faticosamente “costruito” informa la vita e non è affatto l’esecuzione deficiente di un dio bambino, o estinto da secoli ma il posto in cui ognuno può riconoscere e ritrovare parte di se ; luogo meraviglioso ed immutabile che infonde forza e certezze anche a coloro che immaginano di essere eroi del mutamento e della novità.

    Saluto

    memmo54

    20 febbraio 2012 alle 10:07

  3. Speriamo che tutta quella carta abbia fatto la fine che meritava!
    In tempi di crisi sarebbe bene non sprecare nemmeno ……uno strappo

    Dolce Euchessina

    20 febbraio 2012 alle 16:23

    • Raffinatissima escursione nel ventre dell’architetto: altrochè cuore, altochè ragione, questa è la vera sede sede delle emozioni, come aveva preconizzato Greenaway.
      Una volta i generali sostenevano che il soldato ragiona col ventre, oggi scopriamo che gli architetti ragionano col colon !

      memmo54

      20 febbraio 2012 alle 19:27

  4. dimenticavo di aggiungere il commento del mio amico milanese che mi ha inviato il video: “age of Burins”. saluti

    studenteannoiato

    22 febbraio 2012 alle 17:53


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